Maremma che spettacolo!

Oggi vi porto in una delle più belle terre toscane, alla scoperta di una natura splendida, selvaggia!

Si va in Maremma…

Il nostro viaggio inizia alla Tenuta d’Alberese di Terre Regionali Toscane: in un lembo di terra incontaminato, tra il mare e le colline dell’Uccellina, habitat naturale di molti animali selvatici e terra di grandi butteri. Queste sono lande che fanno innamorare i sensi: gli occhi sono rapiti dall’azzurro del mare e dal verde della macchia mediterranea; l’olfatto è inebriato dai profumi della salsedine, del rosmarino e del ginepro; le orecchie indugiano sulla melodia dei suoni degli animali e sul fruscio del vento. Un’oasi di tranquillità e silenzio.

Ma facciamo mente locale… Dove ci troviamo esattamente? Siamo nel cuore della Maremma, 15 km a sud di Grosseto, in quella che – con i suoi circa 4200 ettari – è una delle più grandi aziende biologiche d’Europa, di proprietà dell’ente pubblico Terre Regionali Toscane. Più esattamente siamo all’interno del Parco Regionale della Maremma, primo parco regionale istituito nel giugno 1975 e spesso conosciuto come Parco dell’Uccellina. L’area interessa 3 comuni: Grosseto, Magliano in Toscana e Orbetello. Da nord a sud, lungo circa 30 km di costa, il parco va da Principina a Mare sino a Talamone e comprende la foce del fiume Ombrone. Qui vivono allo stato brado animali autoctoni, rustici e frugali, fortemente adattati a questo territorio aspro: come i celebri cavalli maremmani, le cui prime testimonianze sulla presenza di popolazioni cavalline lungo il litorale tirrenico risalgono alla civiltà etrusca, o gli inconfondibili bovini maremmani dalle grandi corna. Grazie al ritrovamento di alcuni reperti archeologici risalenti al VI millennio a.C. si è scoperto che tale razza bovina è sempre stata presenti in Europa, tesi confermata da alcune testimonianze letterarie come “De re Rustica” di Columella del primo secolo d.C. dove è stata descritta la presenza nel nostro territorio dei progenitori della razza bovina Maremmana.

Il nome Alberese compare per la prima volta intorno all’XI secolo, in occasione della costruzione dell’Abbazia Benedettina di Santa Maria Alborense, luogo di culto e centro amministrativo medioevale. Nei secoli successivi l’Abbazia fu abbandonata e le terre cedute ai Cavalieri di Malta, questi ne rimasero in possesso fino al periodo napoleonico. La Maremma Grossetana passò poi alla famiglia Corsini ed infine ai Lorena che avviarono le famose bonifiche! La zona conserva ancora patrimoni storici millenari: come la Villa Fattoria Granducale, l’Abbazia di San Rabano, la Torre di Collelungo, la Torre di Castelmarino e il Granaio Lorenese di Spergolaia.

Il simbolo indiscusso della Maremma sono i butteri, i cavalieri dalla C aspirata. Qui presso la tenuta lavorano 4 butteri dallo stile inconfondibile: con le giacche di fustagno alla cacciatora, i grandi cappelli e il lungo bastone: l’uncino. Il mito dei butteri è alimentato da infinite leggende. Maestri nell’allevamento, ammaestramento e controllo del bestiame, i butteri sono ancora oggi considerati i migliori domatori di cavalli bradi italiani, espertissimi nella marchiatura dei vitelli. Una leggenda romantica narra che l’8 Marzo del 1890 un buttero avrebbero battuto persino il leggendario Buffalo Bill. In occasione della sua tournee a Roma, il cavallerizzo statunitense avrebbe subito una pesante debacle per mano di Augusto Imperiali, re delle fiere circensi italiane dell’epoca.

Questo paradiso terrestre può essere visitato a piedi, a cavallo, in carrozza, in canoa, in mountain bike, con i sensi protesi a godere dello spettacolo che la natura generosa sa regalare. Ma non solo… In località Spergolaia c’è un bellissimo granaio ottocentesco, tra i più grandi d’Italia, da qui una strada, con annessa pista ciclabile, conduce fino alla spiaggia di Marina di Alberese, che si estende tra la foce dell’Ombrone e la Torre di Collelungo. Da notare gli ampi scorci panoramici sull’Elba, la Corsica, Montecristo, il Giglio e l’Argentario. Prima di ripartire vi consiglio una visita alle spiagge più belle e selvagge della Toscana: quella di Marina di Alberese o di Collelungo, la Cala Salto del Cervo, la spiaggia delle Cannelle o Cala di Forno. Imperdibile è anche una gita alla foce d’Ombrone, dove dalla verde Pineta Granducale si passa alle ampie distese palustri che abbracciano il tratto terminale del fiume. Merita anche una piccola sosta l’osservatorio ornitologico, dove scoprire le diverse specie di uccelli che frequentano le zone umide del Parco.

La Toscana è una terra di una varietà disarmante. Una terra che cambia così tanto chilometro dopo chilometro: dalle Alpi Apuane ai verdi Appennini, dalle città d’arte alle colline perfette, dalle spiagge tirreniche ai fitti boschi dell’entroterra! Per arrivare infine qui, all’estremo sud: nel cuore di un territorio così puro ed esotico come quello maremmano…